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IL BANCO DI STIRAMENTO |
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Lo stiramento o smembramento mediante la forza di tensione era in uso già ai tempi egizi e babilonesi. Si trattava di un modo semplice per estorcere confessioni. Il condannato veniva posto su una tavola e legato ai polsi e alle caviglie con corde che venivano tirate da parti opposte con argani; in questo modo era "tirato" fino alla morte. In alcune varianti, dei rulli venivano passati sopra la tavola (e in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.
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LA GARROTA |
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La vite o una corda tirata all’indietro uccide la vittima per asfissia
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Braciere ed Incudine per arroventare e modellare oggetti metallici |
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Dal tempo dei romani fino al medioevo la tortura e/o le punizioni venivano praticate essenzialmente mediante l’ausilio di strumenti di ferro e del fuoco. L’obiettivo fu sempre il raggiungimento del più alto livello del dolore provocato da strazianti pratiche che mortificavano il corpo e la dignità di persona.
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Braciere ed Incudine per arroventare e modellare oggetti metallici
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Dal tempo dei romani fino al medioevo la tortura e/o le punizioni venivano praticate essenzialmente mediante l’ausilio di strumenti di ferro e del fuoco. L’obiettivo fu sempre il raggiungimento del più alto livello del dolore provocato da strazianti pratiche che mortificavano il corpo e la dignità di persona.
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LO SCHIACCIATESTA - LA FORCELLA DELL'ERETICO |
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Lo schiacciatesta già conosciuto nel Medioevo ha avuto largo uso anche in tempi più recenti, specialmente nella Germania del Nord. La sua funzione è di estrema semplicità e non ha bisogno di commenti: sulla testa appoggiata alla barra veniva lentamente calata (a mezzo vite) la calotta sino a spezzare le ossa del cranio.
La “forcella dell’eretico” (sotto la gola):Questo strumento si componeva di due forche, una posta sul torace e l'altra sotto il mento. Un collare veniva legato intorno al collo del prigioniero e gli si legavano le mani dietro la schiena.
Il condannato risultava così impossibilitato anche del minimo movimento per non pregiudicare i punti vitali, ma infine doveva cedere per stanchezza.
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STRAZIATORE DI SENI - PINZE E TENAGLIE |
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STRAZIATORE DI SENI: Sia freddo che arroventato, le quattro zanne straziavano il corpo di innumerevoli donne condannate per eresia, bestemmia, adulterio, atti libidinosi, aborto, magia. Un morso con zanne roventi veniva inflitto ad un seno delle donne.
PINZE E TENAGLIE: Le pinze, le cesoie e le tenaglie erano sempre presenti nel corredo di attrezzi da tortura dei carnefici medioevali.
L'uso di questi strumenti, anche a freddo ma preferibilmente arroventate, procurava alle vittime o agli inquisiti dolori incredibili e mutilazioni atroci. Le tenaglie erano principalmente usate per strappare i capezzoli, unghie o brandelli di carne; le pinze tubolari invece erano destinate allo straziamento degli organi genitali maschili. Un altro sistema di punizione legato al ferro arroventato era il “marchio rovente”; veniva impresso a fuoco sulle guance e lasciava nelle carni di costoro una cicatrice che accompagnava il condannato sino alla fine dei suoi giorni.
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Sega |
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La sega: In un primo momento il condannato veniva lacerato per mezzo di una sega al livello dell'addome ma successivamente il condannato veniva appeso a testa in giù, con le gambe divaricate, iniziando a tagliare in due verticalmente, partendo dai genitali fino ad arrivare alla testa. In questo modo si aumentava la quantità di ossigeno apportata al cervello e si diminuiva la possibilità che il condannato svenisse o perdesse conoscenza, in modo tale da prolungarne la folle agonia. Segare un condannato era una tecnica di tortura facile da eseguire e che necessitava di uno strumento reperibile in qualsiasi casa. |
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Altri Oggetti con lama o punte |
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usati come armi o per infliggere torture o mutilazioni |
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Balestra |
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Arma temibile, inventata 2400 anni fa, raggiunse una notevole popolarità nel secolo XI° e per cinquecento anni, sino all'avvento di armi da fuoco efficienti, ebbe un ruolo preponderante in situazioni difensive. Essa veniva usata principalmente nella difesa di luoghi fortificati o protetti |
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Mazzafrusto da Cavallo ad Una Testa in Ferro |
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Quello da piede è costituito da un’asta ad altezza d’uomo munito superiormente di una staffa a cui sono unite con catene da una a tre palle di legno ferrato o di ferro con punte e brocchi. Quello da cavallo (flagello d'arme) a manico corto e di solito con una sola palla. Se formato da due bastoni è evidente l’origine dal trebbio. |
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Patibolo per impiccagione
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Uno dei più classici strumenti di morte in uso sin dall'antichità per la sua semplicità e facilità costruttiva. Chiamato anche forca perchè in origine costituito da due pali verticali e da un architrave orizzontale a cui era appeso il capestro. Il condannato viene fatto penzolare da una corda posta intorno al collo ed è ucciso dalla pressione esercitata dalla corda stessa contro il corpo, spinto verso il basso dalla forza di gravità. Durante l’inquisizione, gli ebrei venivano impiccati per i piedi e posti fra due cani o lupi affamati.
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Gogna o berlina |
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Strumento usato per l'esposizione in pubblico dei condannati servendo così da monito agli altri a non commettere reati. Nel Medioevo sorgeva nei luoghi di mercato o all'entrata della città in quasi tutte le regioni d'Europa. La gogna era un castigo considerato lieve, ma spesso diventava una tortura quando la vittima, con il collo e le braccia immobilizzati nella trave, veniva stuzzicata, schiaffeggiata, ustionata e mutilata. |
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Gogna o berlina
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Strumento usato per l'esposizione in pubblico dei condannati servendo così da monito agli altri a non commettere reati. Nel Medioevo sorgeva nei luoghi di mercato o all'entrata della città in quasi tutte le regioni d'Europa. La gogna era un castigo considerato lieve, ma spesso diventava una tortura quando la vittima, con il collo e le braccia immobilizzati nella trave, veniva stuzzicata, schiaffeggiata, ustionata e mutilata. |
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SEDIA INQUISITORIA |
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Rappresenta uno degli innumerevoli strumenti inquisitori utilizzati nei secoli XVI e XVII per ottenere la confessione di donne accusate di stregoneria. Si trattava di una sedia di ferro, irta di punte acuminate sulle quali veniva fatto sedere l'imputato. Si procedeva poi accendendo il fuoco sotto la sedia che, in breve, cominciava a scottare, spingendo l'imputato a dimenarsi. |
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Il rogo |
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Questo metodo era usato ai tempi della caccia agli eretici ed alle streghe, quando esse non venivano condannate all'impiccagione. Il martire veniva legato molto in alto in modo che al suo orribile spettacolo tutta la popolazione venisse colpita dal terrore, e nel frattempo gli si straziavano i fianchi e le costole con dei pettini e degli uncini sino a renderlo una massa deforme che veniva incenerita. In seguito divenne normale strangolare il prigioniero prima di affidarlo alle fiamme. |
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Ghigliottina |
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Macchina per decapitazione, così chiamata dal nome del fisico francese Joseph-Ignace de Guillotin, che ne propose l’adozione nel 1789: siccome la decapitazione era considerata il metodo di esecuzione meno doloroso e più umano, Guillotin suggerì la costruzione di una macchina apposita. Il condannato pone il collo in una struttura tipo gogna dalla quale passerà la lama obliqua; liberata la fune, la lama svincola lungo le due travi e cade sul collo del prigioniero, tagliandoli di netto la testa, che cade nel cesto posto davanti alla ghigliottina.
Versioni diverse e rudimentali erano usate già nel '300 per l'esecuzione di nobili.
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CICOGNA DI STORPIATURA |
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Anche se sembra un altro metodo di incatenamento, ossia di costrizione, la cicogna induce nella vittima, spesso dopo pochi minuti, forti crampi, prima nei muscoli addominali e rettali, ed in seguito in quelli pettorali, cervicali e degli arti |
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CICOGNA DI STORPIATURA
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Anche se sembra un altro metodo di incatenamento, ossia di costrizione, la cicogna induce nella vittima, spesso dopo pochi minuti, forti crampi, prima nei muscoli addominali e rettali, ed in seguito in quelli pettorali, cervicali e degli arti |
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Decapitazione e mutilazioni con mannaia e asce |
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É forse il più antico dei supplizi capitali, quello universalmente conosciuto ed usato in ogni parte del mondo. L'esecuzione con questo strumento era riservata solo ai condannati nobili, mentre i plebei venivano giustiziati con procedure che comportavano lunghe agonie. Un boia, generalmente incappucciato, tagliava la testa del condannato con un'accetta. Molto diffusa in Inghilterra nel 1500-1600. L'accetta usata per l'ultima decapitazione, avvenuta nel 1747, può essere vista alla Torre di Londra.
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Ruota |
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Tortura comunissima nell'Europa Germanica, dal basso Medio Evo fino all'inizio del Settecento, Questo supplizio dalle antiche origini, sembra che si rifacesse a dei significati religiosi. Il criminale veniva steso di schiena su una comune ruota di carro e veniva legato stretto ai raggi; successivamente il boia gli fracassava le ossa una a una. Era riservata ai criminali responsabili di reati contro l'ordine pubblico: assassini, ladri, briganti, stupratori. |
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L’IMPICCAGIONE IN GABBIA |
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La vittima, spesso nuda, veniva rinchiusa ed appesa. moriva di fame e di sete, di gelo e di scottature solari; spesso veniva anche torturata o mutilata. Il cadavere in putrefazione rimaneva fino al distacco delle ossa. |
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